Quanta verità e quanta fantasia?

20.09.2019

ANCONA - Riportiamo un articolo apparso il 19 settembre scorso sul sito oasport.it. Ci piacerebbe conoscere dagli addetti ai lavori che seguono la nostra pagina, ma anche dai semplici simpatizzanti che gravitano nel mondo della Scherma, qual'è in merito la loro opinione. Per noi della Redazione che ci affacciamo sulle pedane del nostro Palascherma di Ancona, che viviamo le imprese dei nostri atleti, le cose non stanno propriamente così ma una sana discussione potrebbe farci ricredere o confermare. Che ne dite di parlarne un pò?

Questo l'articolo:

E' una storia che si ripete: le giovani promettenti nel fioretto femminile italiano ci sono, dietro le 'big' ancora al top. Ma hanno bisogno di tempo, non tanto per maturare, perché quello lo sanno fare in fretta o comunque lo potrebbero fare in fretta, come racconta la storia. Semplicemente, per trovare spazio. E' la condanna di un serbatoio che sarà magari meno numeroso di vent'anni fa (impossibile pensare di avere di nuovo, contemporaneamente, campionesse come Vaccaroni, Trillini, Vezzali, Bianchedi, Bortolozzi, Gandolfi, Zalaffi, tutte assieme), ma talenti li sa sfornare ancora.

Attualmente l'asse portante della squadra azzurra si forma su Arianna Errigo (classe 1988, impegnata anche nella sciabola), la ritrovata Elisa Di Francisca (classe 1982 e non è detto che smetterà dopo Tokyo 2020), Alice Volpi (classe 1992, nel pieno delle sue forze e forse non ancora arrivata al massimo livello) e, probabilmente, Martina Batini (classe '89, atleta arrivata un po' più tardi al top senza per la concorrenza di cui sopra, ora al rientro dalla maternità, ma dotata di classe e grinta da n.1). Questa potrebbe essere la formazione, di tutto rispetto, che andrà a contendere a Russia, Francia e Stati Uniti l'oro olimpico a squadre a Tokyo 2020, anche se un posto, immaginiamo, resta da assegnare (quello di Batini, a meno di cataclismi che non immaginiamo), e se lo contenderanno la stessa pisana con Erica Cipressa (che è classe '96 e mostra ancora margini enormi di miglioramento), Francesca Palumbo, in grande ascesa lo scorso anno, senza dimenticare poi le giovanissime e vincenti a livello cadetti e senior Martina Favaretto (veneziana, guidata dal grande Mauro Numa) e Serena Rossini (anconetana, che tira però al prestigioso Club Scherma Jesi, purtroppo ora ferma fino a ottobre per un infortunio al ginocchio sinistro). In attesa di altre scoperte che possono sempre spuntare da un momento all'altro. I nomi su cui contare per ora sono questi.